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Qatar 2022. La strage nei cantieri mondiali

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Per il campionato del mondo 2022 sono già morti nei cantieri del Qatar 1200 lavoratori. La denuncia dei sindacati e una campagna di sensibilizzazione da SpondaSud .  «Il 16 maggio 2014 ed il 21 gennaio 2015 abbiamo inviato due lettere alla Federazione italiana gioco calcio e all'Associazione Italiana Calciatori, ma fino ad ora non abbiamo avuto alcuna risposta. Intanto continua a scorrere sangue innocente nei cantieri degli stadi del mondiale di calcio 2022 del Qatar». È quanto dichiarano Vito Panzarella, Domenico Pesenti, Walter Schiavella, segretari generali di Feneal, Filca, Fillea, i sindacati delle costruzioni di Cgil Cisl Uil, che da oltre un anno, insieme alle Federazioni dei Lavoratori delle Costruzioni e del Legno a livello internazionale (Bwi) ed europeo (Fetbb) sono impegnati in una Campagna di sensibilizzazione volta a promuovere il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori dei cantieri in Qatar. «Nelle nostre lettere...

REIMMAGINANDO UN MONDO OLTRE IL CAPITALISMO E IL COMUNISMO

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DI ARUNDHATI ROY adbusters.org Qui in India, pure in mezzo a tanta violenza e avidità, c’e’ ancora speranza. Se gli altri possono farcela, anche noi possiamo. La nostra popolazione ancora non è stata completamente colonizzata dal sogno consumistico. E’ ancora viva tra noi la tradizione di quelli che hanno lottato per la visione di Ghandi di sostenibilità e indipendenza economica, per le idee socialiste di uguaglianza e giustizia sociale. Abbiamo la visione di Ambedkar, che sfida in vari modi i “ghandisti” e i socialisti. Abbiamo la più spettacolare coalizione di movimenti di resistenza, con le loro esperienze, comprensione e visione. Ma la cosa più importante è che in India sopravvive una popolazione adivasi (aborigena) di 100 milioni di persone. Sono loro quelli che conoscono i segreti della sostenibilità. Se queste persone scomparissero, anche questi segreti scomparirebbero con loro. Guerre come “Operazione Caccia Verde” (Operation Green Hunt) le farebbe scomparire. Quindi, la vittor...

Il Neoliberismo e la fine della riduzione dell'orario di Lavoro

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DI CHRISTOPH HERMANN Socialist Project Mentre nelle crisi precedenti la riduzione dell’orario di lavoro fu analizzata per combattere la disoccupazione in crescita, dal 2007 a oggi possiamo notare sorprendentemente che questa misura non è mai stata proposta in una qualsiasi agenda politica. Neppure in Francia e in Germania, i campioni dell’orario di lavoro ridotto che avevano introdotto la settimana corta di 35 ore per affrontare l’alta disoccupazione degli anni ’80. È ancor più straordinario se si pensa la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo limitato, applicato da vari paesi europei nel corso delle crisi, si è dimostrato uno strumento utile per limitare la disoccupazione (anche se lascia inalterate le diseguaglianze del capitalismo)[1].

Unicredit e Generali speculano sul cibo e le terre agricole

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Aiuti umanitari in Ciad. – Foto: MSF Le multinazionali di tutto il mondo si gettano nei mercati del cibo, generando sconquassi nei prezzi di alimenti di grande diffusione come il riso, il mais e il grano, necessari per la sopravvivenza di intere popolazioni. Dall’altro lato il fenomeno del land grabbing, ossia l’accaparramento di terreno agricolo da parte di Stati o di privati soprattutto nei paesi del sud del mondo ma non solo, determina ulteriore impoverimento dei contadini costretti a emigrare o a inurbarsi e provoca notevoli danni ambientali. La CRBM (Campagna per la riforma della Banca mondiale) rilancia sul suo sito “una ricerca di Friends of the Earth e di altre Ong europee svela il ruolo delle istituzioni finanziare nel controverso business delle commodities alimentari e dell’accaparramento delle terre”. In un comunicato stampa del 12 gennaio 2012 dal significativo titolo “ Speculazioni sul cibo, in prima fila c’è anche Unicredit” il sito denuncia: “L’Unicredit è una de...