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Il metano, la mafia e la mafia dell’“antimafia” - UN “PATTO DI LEGALITA’”

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Marco Salfi  -  marzo 2015  Scheda UN “PATTO DI LEGALITA’”   I lavori furono eseguiti dalla Gas s.p.a. con i finanziamenti pub­blici. Una interessante operazione per la quale è op­portuno citare le dichiarazioni rese da Massimo Ciancimino presso il Tri­bunale di Palermo alla presenza dei magistrati dott. Ingroia e dott. Di Matteo il 09/07/2008: “Si erano occupati insieme anche di fare levare l’aggiudicazione del­la, dei lavori dell’impresa quel­la dei Ca­vallotti per farla aggiudicare sempre all’impresa Bran­cato-Lapis” (allegato 8 – trascrizione dell’interrogatorio reso da Ciancimino Massimo il 06//07/2008). In data 08/05/2009 presso il gruppo della Guardia di Finanza di Bologna, innanzi ai magistrati Vincenzo D’Agata, Fabio Sca­vone e Antonino Fanara, Massimo Ciancimino dichiarava poi: “Il Prefetto di Palermo Profili, in seguito ad una inda­gine giudiziaria, revocò le conces­sioni che erano state assegnata ad una impresa ri­conduci...

I “PIZZINI” DEL CONFIDENTE ILARDO AL COLONNELLO RIC­CIO

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di Marco Salfi - Marzo 2015 per I Siciliani Giovani scheda I “PIZZINI” DEL CONFIDENTE ILARDO  AL COLONNELLO RIC­CIO   Si tratta di missive dattiloscritte inviate da Provenzano ad Ilar­do e da questi con­segnate al Colonnello Riccio. In queste pizzini si fa cenno, da una parte, ai lavori di metanizzazione dei comuni di Agira e Centuripe, eseguiti dalle società dei fratel­li Cavallotti, dall’altra, alla Cooperativa “Il Progresso”, di cui a breve si dirà. Il carteggio in parola va letto – ed è stato va­lorizzato dai giudici del processo penale – come pagamento del pizzo, e ciò per le se­guenti ragioni. Le gare per i lavori per la metanizzazione dei co­muni di Agira e Centuripe (che si trovano in Provincia di Enna) sono state indette e aggiudicate a Palermo dalla Siciliana Gas (che non va confusa con la Gas s.p.a. di cui erano soci Ciancimi­no Vito, Lapis ed Ezio Brancato – consuocero del dott. Giusto Sciacchitano – e che rispetto alle imprese dei Cavallotti...

Il metano, la mafia e la mafia dell’“antimafia”

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di Marco Salfi - marzo 2015 de I Siciliani Giovani Il metano, la mafia e la mafia dell’“antimafia” In Sicilia quando gira­no soldi – controllo del territorio, pizzo, appalti – di solito in qualche modo c’è Cosa nostra. La mafia ha cambiato pelle tantissi­me volte, ma i “piccio­li” non li ha abbando­nati mai. E’ irre­sistibile, l’odore dei soldi, per Cosa No­stra   Un fiume di denaro con tanti affluenti e una sorgente sola: l’impero della fa­miglia Cavallotti è così. Milioni che i sei fratelli di Belmonte Mezzagno hanno messo in­sieme anno dopo anno con va­rie imprese in vari rami: ponti, strade, acquedotti e palazzi. E per finire il me­tano, un affare che nella Sicilia fine anni ‘80 sarebbe di­ventato a nove zeri.   Ma andiamo con ordine. La Comest, l’azienda più grande del gruppo è quella che si occupa di metanizzazione. L’intui­zione geniale che ha consentito a questa azienda di far fortuna è l’utilizzo della “fi­nanza di progetto”, il proj...

La storia allucinante dei fratelli Cavallotti di Belmonte Mezzagno

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estratto da I Siciliani Giovani aprile 2014 n°19 Beni Confiscati: così non funziona di Salvo Vitale, Pino Maniaci, Christian Nasi La Comest Quella dei fratelli Cavallotti di Belmonte Mezzagno è una storia allucinante. Sono cinque fratelli che, negli anni ‘90 cominciano a lavorare per alcune aziende legate al nascente affare della metanizzazione in Sicilia. Fiutano che c’è in ballo un fiume di miliardi in arrivo, si parla di 400 miliardi delle vecchie lire, specialmente da parte della Comunità Europea, che li affida alla Regione e decidono di mettersi in proprio, ognuno con una propria azienda relativa a uno specifico settore. E’ tutto in ordine, partecipano ai bandi della Regione, hanno i requisiti richiesti, cominciano ad avere numerosi appalti, specie nelle Madonie, con la clausola del possesso di una gestione trentennale, per poi tornare tutto all’Ente Committente, cioè ai comuni.