LETTERA APERTA Il presidente che pretendo: un uomo, un garante …e passata la fase degli inchini, degli ammiccamenti, degli “stai tranquillo, fammi arrivare dove devo arrivare che poi a quella cosa ci penso io”, delle promesse da marinaio, arriverà quella delle spallucce (“ma sai, per il momento è tutto fermo, non si muove niente; non ti resta che pazientare e aspettare”), delle lunghe anticamere, del telefono che non squilla, degli “scusi, non mi ricordo, è passato troppo tempo da quando ci siamo incontrati l’ultima volta”, “ah, questo tuo figlio è? Peccato, potevi dirmelo prima che gli facevamo fare quella selezione, ma – vedi – ormai non è più in tempo, sono scaduti i termini per la presentazione della domanda”……. E tutto, implacabilmente, tornerà come prima. La tempesta avrà agitato le foglie, riempito gli invasi, divelto le staccionate, infiacchito i muri di contenimento, sollevato le tegole di qualche pagliaio, abbattuto lo spaventapasseri dell’orto, ma la quiete ritornerà c...