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Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra

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L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno. Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno. È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva. Già il 7 novembre del 1991, subito dopo la prima guerra del Golfo (cui la NATO aveva partecipato non ufficialmente, ma con sue forze e strutture) il Consiglio Atlantico approvò il Nuovo Concetto Strategico, ribadito ed ufficializzato nel vertice dell’aprile 1999 a Washington, che impegna i paesi membri a condurre operazioni militari in “risposta alle crisi non previste dall...

Invasione di droni nei cieli della Sicilia

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Droni, droni e ancora droni. Sarà intensissimo, in estate, il via vai di aerei militari senza pilota sui cieli siciliani. Decine di decolli ed atterraggi nella base USA e NATO di Sigonella che faranno impazzire il traffico aereo nel vicino scalo civile di Catania Fontanarossa. 12 giugno 2012 - Antonio Mazzeo (PEACELINK)

Veterani statunitensi restituiscono le medaglie alla NATO

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22/05/2012 Belmonte Mezzagno All'ombra  del vertice NATO di Chicago, sotto lo sguardo di poliziotti in tenuta antisommossa, decine di veterani delle guerre in Iraq e in Afghanistan hanno gettato le loro medaglie e si sono scusati.

SULLE ELEZIONI IN SIRIA DEL 7 MAGGIO 2012

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DI PAOLO SENSINI Riceviamo e volentieri pubblichiamo un breve articolo sugli sviluppi delle elezioni politiche siriane, di cui i media occidentali non hanno riferito assolutamente nulla. Le elezioni del 7 maggio volevano essere un tentativo di pacificazione per la Siria, ma il disinteresse e il silenzio del circo mediatico internazionale ne hanno definito la cornice, cercando in qualsiasi maniera di squalificarne e vanificarne ogni sforzo propositivo. Insomma, un déjà vu al quale si è già assistito molte volte. Eppure nel paese erano presenti da giorni ispettori dell’ONU (al momento delle elezioni ne erano presenti circa settanta, mentre l’attesa è di trecento osservatori complessivi entro la fine di maggio), che avrebbero potuto svolgere un ruolo non marginale a latere delle sedi elettorali.  Avviata il 15 aprile dopo l’approvazione all’unanimità del Consiglio di sicurezza della risoluzione 2042, la missione ONU ha seguito di poco il piano in sei punti di Kofi Annan e della...